Le minacce

Minaccia 1
Bonifica delle zone umide e mancanza di aree tampone/buffer zone
Nel corso Novecento le zone umide presenti nell’ambito della gravina sono state oggetto di opere di bonifica che hanno comportato la trasformazione di queste zone umide minori in zone agricole. Pertanto attualmente il torrente Gravina non presenta più aree umide tampone ma solo aree agricole attigue ai suoi argini. La bonifica di queste paludi “minori” ha provocato la scomparsa di una rete capillare di zone umide che rappresenta una delle prime cause del generale impoverimento di biodiversità e una delle concause del drastico decremento che hanno subito le specie obiettivo, in particolar modo per la scomparsa di ambienti idonei alla presenza di anfibi: Bombina pachypus, Hyla intermedia, Triturus carnifex, Triturus italicus (Lissotriton italicus).

Si prevede di intervenire attraverso l’Azione C4 – ripristino di zone umide, e l’Azione C7 – ripristino di cisterne.

Minaccia 2
Taglio degli ultimi lembi di bosco planiziale
Lungo il corso del torrente Gravina è presente un piccolo ma pregevole bosco planiziale costituito da specie igrofile (Salix alba, Populus alba etc.) in prossimità del fiume e da boschi di latifoglie. La costante pressione agricola e pastorale sta facendo diminuire di anno in anno la superficie boscosa a vantaggio delle colture, inoltre il sovrapascolo impedisce il rinnovamento del bosco e ne favorisce il suo successivo utilizzo a fini agricoli. Una situazione che degenererà fino alla distruzione pressoché totale delle comunità floro-faunistiche del bosco planiziale.

Si prevede di intervenire attraverso le Azioni: C2 – Realizzazione di un vivaio, C3 –  Interventi finalizzati al potenziamento della funzionalità degli habitat e C1 – costruzione recinzioni.

Minaccia 3
Inquinamento derivante dall’utilizzo di biocidi in agricoltura
L’uso di biocidi anche per il controllo delle popolazioni di invertebrati determina una diminuzione delle potenzialità trofiche di vaste aree. Biocidi e fertilizzanti in agricoltura sono causa di inquinamento di origine diffusa delle acque superficiali e sotterranee. L’inquinamento da biocidi influisce, così, negativamente sulla qualità delle acque superficiali e unitamente alla limitata capacità di autodepurazione del corso d’acqua, ridotta per la scarsa vegetazione presente nel corridoio fluviale, mette a rischio le comunità animali e vegetali dei siti a valle ed infine le stesse biocenosi marine con un notevole impoverimento della biodiversità. In particolare gli anfibi: Bombina pachypus, Hyla intermedia e Triturus carnifex, Triturus italicus (Lissotriton italicus) risultano molto sensibili a qualsiasi intervento che preveda l’uso massiccio dei biocidi. Di non trascurabile aspetto è l’impatto sul paesaggio che viene notevolmente peggiorato con gravi ripercussioni ambientali.

Si prevede di intervenire attraverso le Azioni: D5 – Creazione di uno servizio informativo per allevatori, agricoltori ed operatori locali e per la promozione di ulteriori iniziative di conservazione del sito.

Minaccia 4
Scomparsa degli elementi di naturalità presenti nella matrice agricola adiacente all’alveo fluviale
La forte pressione antropica esercitata dall’attività agricola intensiva sull’ecosistema fluviale ha causato la quasi totale perdita della vegetazione spontanea nelle aree adiacenti all’alveo nonché la perdita delle aree di pascolo estensivo, legate alle attività zootecniche tradizionali, che caratterizzavano gran parte del territorio. Inoltre la sostanziale continuità colturale della matrice agricola ha causato anche l’eliminazione di quelle residue fasce vegetazionali spontanee (siepi, filari di alberi, ecc.) che costituivano dei corridoi faunistici e dei micro-habitat favorevoli a molte specie animali. L’intensificarsi dell’isolamento dell’alveo fluviale rispetto al resto della superficie comporta la frammentazione e la perdita di biodiversità dell’habitat fluviale con conseguenti gravi rischi di estinzione per le specie presenti. Riduzione delle popolazioni Bombina pachypus, Hyla intermedia e Triturus carnifex, Triturus italicus (Lissotriton italicus), Elaphe quatuorlineata, Zamenis situla, Testudo hermanni.

Si prevede di intervenire attraverso le Azioni: C5 – l’ampliamento della rete ecologica, C8 – Ripristino di muretti a secco e C1 – costruzione recinzioni.

Minaccia 5
Inbreeding (Incroci tra consanguinei)
L’isolamento delle popolazioni e il loro conseguente indebolimento genetico dovuto ai ripetuti incroci tra consanguinei (inbreeding). Un eccessivo inbreeding può portare al collasso delle popolazioni in particolare la scarsa mobilità delle specie e l’eccessiva distanza tra queste che possiamo definire metapopolazioni rende le seguenti specie particolarmente vulnerabili: Bombina pachypus, Hyla intermedia e Triturus carnifex, Triturus italicus (Lissotriton italicus), Elaphe quatuorlineata, Zamenis situla, Testudo hermanni.

Si prevede di intervenire attraverso le Azioni C1 – costruzione recinzioni, C4 – ripristino di zone umide, C5 – ampliamento della rete ecologica, C6 – creazione di un centro temporaneo per l’allevamento di anfibi e rettili, C8 – ripristino di muretti a secco e C7 – ripristino di cisterne.

Minaccia 6
Piene primaverili – siccità estive
L’incidenza di fattori naturali negativi quali le piene primaverili, che spesso sconvolgono i piccoli stagni in seguito a violenti temporali, o anche il precoce prosciugamento di pozze e che spesso si verifica soprattutto in estate a seguito di periodi di siccità si sono rivelati spesso responsabili del fallimento del successo riproduttivo per gli anfibi che utilizzano soprattutto i piccoli corsi d’acqua e le piccole pozze. L’impatto di tali eventi meteorici può compromettere l’intera stagione riproduttiva delle specie di anfibi obiettivo.

Si prevede di intervenire attraverso le Azioni: C6 – Creazione di un centro temporaneo per l’allevamento di anfibi e rettili, C5 – Ampliamento della rete ecologica, C4 – ripristino di zone umide, C7 – ripristino di cisterne.

Minaccia 7
Carenze delle conoscenze sulla biologia della specie Bombina pachypus, Hyla intermedia e Triturus carnifex, Triturus italicus (Lissotriton italicus), Elaphe quatuorlineata, testudo hermanni.
Pur non trattandosi di una minaccia o di un fattore direttamente limitante, la carenza di informazioni sugli aspetti salienti della biologia ed ecologia delle specie (Bombina pachypus, Hyla intermedia e Triturus carnifex, Triturus italicus (Lissotriton italicus), Elaphe quatuorlineata) a livello locale rappresenta una grave limitazione nella gestione e ripristino degli habitat e quindi nella messa in atto di azioni di conservazione efficaci. Infatti, molto spesso si conoscono i fattori negativi ma non le cause (es. alta mortalità giovanile). In particolare, carenze importanti riguardano:

  1. produttività;
  2. sopravvivenza;
  3. caratteristiche ecologiche determinanti la scelta dei siti riproduttivi delle specie.

Le scarse conoscenze sulle esigenze vitali delle specie a livello locale incidono sull’individuazione di ulteriori fattori penalizzanti del successo riproduttivo delle specie.
Si prevede di intervenire attraverso le Azioni: A4 – Realizzazione di studi sugli habitat e specie oggetto delle azioni concrete di conservazione.; A3 – Analisi preliminare dei luoghi mediante creazione di un Sistema Informativo Territoriale; E3 – Monitoraggio delle specie obiettivo degli interventi; E2 – Monitoraggio delle acque.

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